L’orienteering

L’orienteering

Superfici dai colori netti, senza sfumature, attraversate da righe nere continue o tratteggiate di diverso spessore, cosparse da sottilissime linee sinuose parallele e a volte quasi concentriche, chiazze gialle, macchie e filamenti azzurri, punti o segni neri dalle forme più bizzarre disseminati qua e là irregolarmente…
Non è la descrizione ammirata di un dipinto di Paul Klee o di una tela di Kandinski, ma l’impressione che danno certe carte di orientamento appena le si prende in mano; in realtà non si tratta di opere d’arte, ma del frutto di una rigorosa indagine di un territorio relativamente ristretto, secondo i canoni di questa disciplina sportiva.
La base è data dai simboli geografici: l’orientamento verso il Nord, le sottilissime curve di livello, l’acqua…
In più ci sono i colori: il giallo dei prati, il bianco dei boschi in cui si può correre, il verde sempre più scuro della vegetazione fitta, i manufatti (case, ruderi, sentieri) e le rocce in nero. E altri simboli, che si conosceranno man mano (per vedere la legenda clicca qui).
Con in mano questa mappa in una scala piuttosto grande (la più frequente è 1:10000), l’orientista dovrà raggiungere in successione la serie di punti segnati sulla carta da cerchietti rossi uniti da un segmento, così completerà il suo percorso; più o meno lungo, a seconda delle sue capacità, della sua esperienza e della sua età.
E sul terreno che cosa troverà? Un vivacissimo prisma triangolare di stoffa bianca e arancione, detto lanterna; per dimostrare di esserci arrivato, il concorrente sarà munito di un “brichetto” che infilerà nella stazioncina di controllo posta accanto a ogni lanterna. Bip! Corri alla prossima!

ORIGINI E STORIA

L’Orienteering nacque in Scandinavia nel XIX secolo prevalentemente con funzioni militari, ma a poco a poco perse la sua connotazione militaristica a favore di quella sportiva.
La prima vera e propria manifestazione orientistica si tenne a Bergen in Norvegia il 13 maggio 1887.
Questo sport in seguito si diffuse rapidamente negli altri paesi europei ed extraeuropei, riunito sotto la I.O.F. (International Orienteering Federation).
Anche in Italia gli inizi furono a carattere militare, ma negli anni ’70 del secolo scorso a poco l’orienteering si trasformò in manifestazione semplicemente sportiva.
La F.I.S.O. (Federazione Italiana Sport Orientamento) è stata riconosciuta dal C.O.N.I. nel 1986.

LA GARA DI ORIENTEERING

L’atleta si presenta alla partenza munito di bussola, pettorale e SI-Card. Quest’ultima serve per la punzonatura elettronica una volta raggiunta la lanterna (vedi sopra).
Gli viene data la carta di gara, su cui sono segnati il triangolo di partenza, i cerchietti corrispondenti ai punti di controllo detti LANTERNE, contrassegnate da un simbolo, e due cerchi concentrici che indicano l’arrivo.
Al via dovrà cercare di raggiungere le lanterne in successione scegliendo il percorso che preferisce, e completare la gara nel più breve tempo possibile.

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