Giulio Barelli

Gara Middle in Val Rosandra – il resoconto

Ho solcato in lungo e in largo i ghiaioni ed i versanti della nostra amata “Valle” da quando ero bambina, trotterellando dietro ai miei genitori tra un’arrampicata ed una mangiata in osteria con gli amici, camminando alla ricerca di quiete e solitudine o in allegre e chiassose compagnie, correndo durante faticosi allenamenti per costruire brillanti performances agonistiche, scapicollandomi all’attacco di qualche “via” per rubacchiare “un rampighez” dal tran tran quotidiano, giocando e tuffandomi in fiume per scappare dalla calura estiva, mostrando ai miei figli che il mondo di un bambino nel XXI secolo può non essere fatto solo di personaggi Pokémon, ma mai e poi mai mi sarebbe venuto in mente di sfrecciare su questi pendii cartina alla mano.

Ho voluto provare anche questa esperienza … avrei fatto meglio a restare a casa a passare l’aspirapolvere!

Già sulla carta i percorsi non lasciavano presagire nulla di buono, con dislivelli dell’ordine del 6% (d’altronde, visto il terreno di gara cos’altro ci si poteva aspettare ??); presagio confermato non appena iniziano a comparire i primi tempi dei concorrenti… velocità media dei vincitori di categoria: 12 min/kmsf ! Non si vedeva dai tempi delle gare sul Bernadia negli anni ’90.

L’orientamento, in tutte le sue discipline, non è e non dev’essere uno sport estremo. È uno sport per famiglie, con ampi spazi per chi vuole svolgere una pura e semplice attività ricreativa ed altrettanto ampi spazi per chi vuole svolgere un’attività agonistica di resistenza anche di punta, ma mai e poi mai dev’essere un’attività pericolosa!

Quando la difficoltà preponderante diventa l’avanzamento sul terreno e la lettura della carta e la ricerca dei punti diventano una componente di secondo piano, allora è arrivato il momento di chiedersi se il terreno è veramente idoneo alla pratica dell’Orientamento o se non sarebbe stato il caso di devolvere tutte le risorse umane ed economiche necessarie per realizzare una carta ad altro sito più fruibile.

Un bambino/a in età prescolare che piange per fatica e frustrazione non riuscendo ad affrontare la salita del sentiero ripido e sassoso che porta al primo punto della categoria Esordienti, un’atleta delle ultime categorie master, di grande esperienza, che osserva con sguardo preoccupato l’ennesima ripida discesa, nel   tentativo di trovare qualche appoggio per i piedi un po’ meno infido e insicuro,  il 10% di concorrenti ritirati o fuori tempo massimo, 14 categorie su 20 che non rispettano i tempi dei vincitori previsti dal R.T.F., una concorrente con l’esperienza orientistica ed alpinistica di Anne che finisce la giornata a farsi suturare un braccio invece che davanti a un piatto di gnocchi…

…DIVERTIMENTO
Scopo dell’attività sportiva è soprattutto il divertimento di chi vi partecipa. Per questo sarà necessario che la difficoltà dei percorsi sia adeguata sotto ogni punto di vista al livello dei concorrenti che dovranno effettuare il percorso.”  (ART. 1.5.1 Regolamento  Tecnico Federale FISO)

Chi si è divertito domenica, alzi la mano…

Fortunatamente il meteo ci ha graziati, offrendoci una mite giornata autunnale, con un terreno sufficientemente asciutto per non trasformare la consueta corsa ai punti di Lista Base in una corsa a chi ottiene più punti di sutura.

Ma veniamo al doveroso resoconto delle gesta degli intrepidi trentaottobrini che si sono cimentati su questi percorsi:

Menzione d’onore per Erik Bozzato (2009) che si cimenta per la prima volta nel percorso M10 non accompagnato e riesce a concludere con evidente soddisfazione un percorso che nella parte intermedia presentava punti forse più idonei per un percorso sprint M 16.

Nota di merito anche per Stefano Sossi che chiude al primo posto la MB, mentre Camillo risulta FTM, anche se con una discutibile applicazione del regolamento: l’RTF prevede infatti per le gare middle un tempo massimo di 1 h 30 min, ma il tempo massimo dev’essere “comunque non inferiore a due volte il tempo del vincitore della categoria stessa.” (Art. 6.15 R.T.F.) il che porterebbe il tempo massimo per la categoria a 2 h 40 min …
Analogo discorso per Donatella, che pur avendo concluso il suo percorso W65, non vede riconosciuto il suo sforzo con l’inserimento in classifica (e relativa attribuzione punti ai fini della classifica per società). Nota di merito per gli organizzatori, che la premiano comunque.

Vanificate a causa della difficoltà del terreno sia la disfida delle birre in M 45 con Massimo che più concentrato sul portare a casa tutti i pezzi che sul leggere la carta fa PE, sia la disfida in famiglia Feri, con Francesco che saggiamente preferisce ritirarsi e lascia spazio a Tommaso e Giacomo per una onorevole conclusione in un percorso Direct che non era proprio una passeggiata.

Felici per essere tornati a casa tutti interi, puntiamo a ritrovarci ancora più numerosi sabato 24 a Palmanova, con la certezza che i ragazzi del Junior Team FVG sapranno essere più maturi e consapevoli degli organizzatori di domenica scorsa nel proporre tracciati divertenti e sicuri!

Articolo a cura di Mita Crepaz

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